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attenti al MONk

michele cennerazzo

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sono una "testadicazzo" molesta e a volte divertente, a sprazzi seria ed interessante. se non bevo sono acuto e di solito sono nicotinomane.
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Sept. 14
January 08

atto secondo

rientro dopo una serata a zonzo. tante piacevoli chiacchiere, tanti esplicativi modi di essere me stesso. la vita è un evento a rischio, non la si può circoscrivere ai semplici fatti accaduti né tantomeno è possibile mettergli un preservativo, alla vita, come si fa in altre piacevoli occasioni. e poi, in effetti, quando ci prude la testa mica ci si gratta il cappello?... io invece, vado a nanna sereno, forse con qualche bicchiere accumulato nei baretti beneventani. ma abbastanza sobrio. "il gatto rientra in casa tutto spelacchiato, perde peli camminando e da nero è diventato color carne. qualche graffio sparuto qua e la gli da quasi una colorazione tigrata. rossa. lo prendo per la collottola e si busca uno di quei cazziatoni che manco mia nonna, nei suoi anni da rompicoglioni affermata con tanto di diploma di merito ottenuto sul campo riuscirebbe a sillabare. così mi sporgo fuori per vedere la baldanzosa fiera capace di cotanto turpiloquio. la mia pantera, incatenata ad un albero di mimose, placida sonnecchia allargando le fauci e concedendomi una bella slinguazzata all'aere e dopo sputacchia qualche batuffolo di pelo nero." dopo aver sognato, come è giusto che sia, mi alzo tutto rincitrullito complimentandomi della bestialità di tali concezioni. anche perchè sono riuscito ad inalberare, all'altezza dello stomaco e della testa, una dose abbondante di pathos narrativo, con tanto di sudata fredda per quell'imbecille di gatto che mi ritrovo per casa. e pensare che Freud diceva che nella testa degli uomini c'è una sola cosa. così, al risveglio intorpidito consegue un rumore di tonfi conseguiti. mi dirigo verso il balcone adiacente al letto/fodero dove dormo e scruto la notte. per me saranno state le tre del mattino, per il tempo e la sua concezione derivante, invece, erano le 6:40(minuto più minuto meno).così vedendo dei figuri lanciare paccottaglia in un similfurgone furgone bianco(ai miei occhi, notate bene!) mi fiondo fuori chiedendo cosa stanno facendo, con la mia voce più roca e burbera(pensate paperino che sgrida i tre nipotini per averne l'idea!!!!!) e mi becco un bel "ma che stai 'mbriaco!" tanto per rendermi conto che il furgone era un veicolo da netturbini, e i loschi figuri in camice da ladro furtivo erano invece operatori ecologici... bella figura di merda!!! 
ma io qualcosa l'ho imparata. la prima è quella di farsi gli affaracci propri e non rompere i coglioni agli altri, la seconda, ma non per questo meno importante, è quella di mettere le lenti da vista appena apro gli occhi, se non si vuol fare la fine delle talpe nel cartone di Alvaro(forse qualcuno di voi ne avrà memoria rispolverando i ricordi della mucca e della tartaruga che parlavano toscanaccio...)!!!!!!!!!!
January 05

atto primo

la macchina, luci accese e direzionanti verso l'asfalto, sguscia nella notte dipingendo di gialla luce l'oscurità. io intanto decido di accendere una sigaretta, la tiro fuori dal pacchetto morbido e la infilo in bocca. il tempo di dare qualche boccata giaculatoria e metterea posto i pensieri, scalo di quarta e tengo la sigaretta serrata tra le labbra. forse un pò di fumo mi va negli occhi. pianto il piede sinistro sul lato basso dell'abitacolo, inchiodo la schiena al sediolino e do una traettoria regolare al veicolo. il contachilometri segna dei numeri che vanno oltre le due cifre. calibro il polso e pennello la curva, sbuffo al finestrino aliti di fumo... mi attraversa i fari, come fosse una scia di luce nera comparsa all'istante, un essere apparentemente quadrupede e poco snello. cerco di inchiodare secco per evitare il tamponamento, nella mente un "porcodio" si formula dal profondo. una macchina intanto giunge dal lato opposto. tolgo il piede dal freno per non bloccare, sono in uscita e una eventuale incollata mi avrebbe fatto piroettare sull'altro carro con un tonfo devastante. TONF secco e brutale, sembra rimbombarmi fin dentro le ossa, speravo tanto di riuscire a deviarlo con l'ultima, ed invana, virata verso la cunetta. mi fermo. recupero la sigaretta, che intanto mi era cascata sui pantaloni, e apro il finestrino. prima di uscire vorrei sincerarmi che il cinghiale abbia lasciato la strada. non mi sarebbe di certo piaciuto fare il bersaglio umano. a me piace il cinghiale, la carne. sento un ravanare nel sottobosco, mi sporgo di più e strizzo i bulbi e vedo quella massa nera rotolare di qualche metro e schiantarsi a terra con un fragore cupo. cazzo. l'ho seccato. esco fuori e guardo la macchina, paraurti sverginato e divelto, ha un foro laterale sembra la bocca d'una prostituta tanto è grande. solo pochi secondi, butto a terra la cicca, la spremo manco fosse un limone e comincia la penosa scena dello smadonnamento e dei calci alle gomme, all'asfalto e all'aria fredda. vado vicino al povero animale, lo guardo. ancora rantola immerso in una pozza di sangue nero, il suo. ho steso un cinghiale senza fucile... e sto ancora smadonnando!
 
ps: purtroppo storia vera. quel budellone m'ha messo KO il paraurti della Clio. poi l'essere è stato recuperato e macellato e ora giace in frigo in attesa di essere arrostito, messo al forno, in padella. che venite al mio barbeque????
 
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